PMI italiane e digitalizzazione
Elena Casagrande Santin
Redazione Prospettive Milano
Negli ultimi anni la digitalizzazione della comunicazione delle PMI italiane ha accelerato in modo significativo, diventando una vera e propria leva di crescita economica, competitività e innovazione.
Un’azienda comunica con l’obiettivo sia della brand awareness sia della conversione. In qualsiasi caso, i canali pubblicitari tradizionali sono sempre stati per la maggior parte offline, fino a rendersi conto della necessità di digitalizzare questi processi.
Secondo i dati dell’Osservatorio Internet Media del Politecnico di Milano il mercato del Digital Advertising, la pubblicità del brand tramite web e social media, in Italia ha raggiunto nel 2024 i 5,9 miliardi di euro, con una crescita del 12% rispetto all’anno precedente, confermando Internet come primo canale pubblicitario in Italia.
Il Netcomm aggiunge che il Mobile AD Spending, cioè la spesa pubblicitaria per i canali mobili, ricopre il 65% del totale.
Le PMI devono sempre più concentrarsi sul digital marketing, adattandosi a uno sviluppo e interconnessione dei canali digitali. Questa necessità aumenta ancora se l’obiettivo è quello di far conoscere il proprio brand alle nuove generazioni di consumatori.
Fonti: https://www.touchpoint.news/2025/01/29/netcomm-focus-digital-marketing-in-italia-investiti-55-miliardi-nel-2024/
https://www.termometropolitico.it/1629463_digital-marketing-pmi.html
AI come leva di crescita
Uno degli aspetti più rilevanti della trasformazione digitale riguarda l’adozione dell’Intelligenza Artificiale. Le PMI italiane stanno infatti passando da una fase di semplice sperimentazione a un utilizzo sempre più concreto e strategico dell’AI.
L’Intelligenza Artificiale inizia ad avere un ruolo e una funzione in più ambiti, dalla strategia alla comunicazione:
“L’Intelligenza Artificiale giocherà un ruolo sempre più decisivo, non solo per la creazione di contenuti, ma diventerà a tutti gli effetti un agevolatore di business, prevedendo trend, compiendo misurazioni precise e fornendo tutti gli elementi per costruire una strategia di successo”, specifica Roberto Liscia, Presidente del Netcomm.
Le applicazioni più diffuse dell’AI nelle PMI riguardano la creazione di testi e contenuti, la produzione di foto e video, l’ottimizzazione delle campagne ADV, i chatbot e assistenti virtuali, la gestione di recensioni e la creazione di siti web.
Secondo i dati riportati dal Giornale delle PMI, l’adozione dell’AI è cresciuta del 50% rispetto al 2024. Attualmente il 26,7% delle PMI utilizza strumenti di intelligenza artificiale, anche se il panorama rimane eterogeneo:
- il 9,4% ha già integrato l’AI in modo permanente;
- il 17,3% la sta sperimentando;
- il 43,5% è consapevole delle opportunità ma non è ancora attivo;
- quasi un terzo delle imprese risulta ancora indeciso o non utilizza queste tecnologie.
Questo evidenzia come esista ancora un importante margine di crescita, ma anche una certa cautela dovuta a costi, competenze, difficoltà organizzative e resistenza culturale a cambiamento.
La trasformazione digitale richiede infatti non solo investimenti tecnologici, ma anche un cambiamento organizzativo e strategico. Le imprese devono imparare a utilizzare i dati, integrare strumenti digitali e costruire una presenza online coerente e continuativa.
Se da un lato l’AI rappresenta una delle principali opportunità per aumentare efficienza e produttività, dall’altro emerge la necessità di una forte consapevolezza.
Nell’ultimo periodo, a seguito dello sviluppo della digitalizzazione e in particolare dell’Intelligenza Artificiale, molte aziende hanno eliminato parte del personale con l’obiettivo e la speranza di sostituire il loro lavoro con quello dell’AI, in modo da diminuire i costi. La realtà, però, è che l’AI necessita di essere affiancata da esseri umani per poter esprimere tutta la sua potenzialità. Non basta una macchina, ma serve anche chi la conduce e la monitora.
Anche i dati lo dimostrano: secondo alcune ricerche condotte a febbraio 2026, e riportate da Forbes, due su tre aziende che avevano licenziato con l’idea di sostituire il personale con l’AI, stanno già riassumendo (https://www.forbes.com/councils/forbestechcouncil/2026/04/24/why-companies-regret-laying-off-workers-for-ai/).
Quindi sì, l’Ai è una leva di crescita, ma deve essere usata con moderazione e consapevolezza, ed essere sempre affiancata dalle competenze umane.
Fonti: https://www.forbes.com/councils/forbestechcouncil/2026/04/24/why-companies-regret-laying-off-workers-for-ai/
https://www.giornaledellepmi.it/continua-la-corsa-alla-digitalizzazione-delle-pmi-italiane-ladozione-dellintelligenza-artificiale-cresce-del-50/
Sfide e potenzialità future
Il cambiamento in corso mostra chiaramente che il digital marketing, insieme all’impiego dell’AI, non può più essere considerato un costo, ma un investimento strategico capace di generare crescita, innovazione e sviluppo economico.
Per le PMI italiane la vera sfida dei prossimi anni sarà trasformare gli strumenti digitali da semplice supporto operativo a parte integrante della strategia aziendale, sfruttando al meglio dati, automazione e intelligenza artificiale per costruire un vantaggio competitivo duraturo.
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